LASCITO IMMATERIALE

LASCITO IMMATERIALE


Signori, rallegratevi! 
Non c’è motivo di indossare l’abito nero 

né di lacrimare per tutto il tempo.

Pensateci bene, questa è una festa.

Perciò vestitevi colorati 

ostentate un sorriso

e guardate al cielo, 

io lo starò già facendo.

Non credete che bisogni far festa

come quando si festeggia  

un matrimonio o una nuova nascita?  

Così il passaggio al regno dei cieli 

dev’essere motivo di gioia collettiva.

Ve ne prego signori, 

assistete con piacere al mio transito

godete anche voi

come avrei goduto io per voi.

Vi manco come mi manchereste voi

ma di certo al posto vostro

avrei la certezza

che nulla è vano

e che tutto è gloria.

Il mio corpo ha concluso

la mia anima ha appena cominciato

per questo signori vi dico:

Rallegratevi.

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All’Uomo del Dualismo

dualismo.jpg

Passeggi col cappello
volto fino al cielo
alla mano una poesia
che stanca-mente leggi.
Il Doppio come sangue
scorre in te incessante
che piuma e che macigno
è il tuo nobil cuore.
T’imbatti in me
vedo di donna un riflesso
limpido, hai occhi così
bonariamente burloni.
Mani, invadenti mani
e oscillante culla
di un sacro che onori
e d’improvviso profani.
Qual Dio t’ha creato
così ermetico eppure
dai così disponibili contorni
al servizio delle ordinarie creature?
Quanti equilibri scomponi
per votare all’ordine la tua mente?
Tu che nel caos alberghi
e con tranquillità ne esci.
All’uomo del dualismo rivolgo queste parole:
mai vi fu essere capace
a conciliar in sé
il meglio e il peggio che c’è.